L'articolazione del gomito
Il gomito contribuisce a posizionare e orientare la mano nello spazio e a trasmettere i carichi lungo l’arto superiore durante attività come il sollevamento, il trasporto, la spinta e il lancio. Il complesso articolare del gomito comprende tre articolazioni racchiuse in una capsula comune.
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Articolazione omeroulnare;
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Articolazione omeroradiale;
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Articolazione radioulnare prossimale.
La stabilità del gomito dipende dalla congruenza delle superfici articolari e dall’azione combinata delle strutture capsulolegamentose e muscolotendinee. Dolore, rigidità o perdita di stabilità possono limitare sia le attività quotidiane sia i gesti sportivi.
Funzioni specifiche
Durante il raggiungimento di un oggetto, la flesso-estensione del gomito contribuisce a regolare la posizione della mano rispetto al corpo e al bersaglio. La pronosupinazione, resa possibile dal movimento coordinato delle articolazioni radioulnari prossimale e distale, orienta l’avambraccio e facilita la presa e la manipolazione dell’oggetto. Questi movimenti si integrano con quelli della spalla, della scapola e del polso. Quando dolore, rigidità o ridotta capacità di sostenere un carico limitano la funzione del gomito, il paziente può modificare il modo in cui esegue il compito. Osservare queste strategie durante le attività rilevanti per il paziente aiuta a individuare le priorità della valutazione e della riabilitazione.
L'intervento riabilitativo
Le escursioni articolari necessarie variano in funzione del compito. Alcune attività quotidiane, come l’uso del telefono cellulare, possono richiedere escursioni superiori a quelle descritte negli studi classici sull’arco funzionale del gomito. Per questo la valutazione della mobilità va collegata alle attività che il paziente desidera recuperare, nella vita quotidiana, sul lavoro o nello sport. L’intervento riabilitativo parte dall’identificazione dei fattori che contribuiscono ai sintomi e alle limitazioni funzionali. La valutazione può includere dolore, mobilità articolare, forza, tolleranza al carico ed eventuali disturbi della sensibilità. Su questa base si definiscono gli obiettivi e si programma una progressione che integri educazione del paziente, esercizio terapeutico e, quando indicata, terapia manuale.
La struttura del corso
Il corso integra evidenze scientifiche disponibili, ragionamento clinico e sessioni pratiche di valutazione e trattamento. Si rivolge alla gestione dei disturbi del gomito nella popolazione generale e nell’atleta, con attenzione alle richieste funzionali delle diverse discipline sportive. Il programma è organizzato attorno a tre aree cliniche.
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Disturbi da sovraccarico;
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Rigidità del gomito;
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Instabilità del gomito.
L’approfondimento sportivo comprende i disturbi del gomito negli sport di lancio, la tendinopatia mediale e il dolore laterale del gomito. Per ciascun ambito si esaminano i meccanismi di insorgenza, le richieste di carico, la valutazione clinica e la programmazione dell’intervento riabilitativo. Nelle sessioni pratiche, i partecipanti applicano i test clinici, discutono come interpretarne i risultati e impostano le progressioni dell’esercizio in funzione del quadro clinico e del gesto sportivo.
Obiettivi
Al termine del corso il partecipante sarà in grado di:
• Riconoscere le principali presentazioni cliniche non traumatiche del gomito, con particolare attenzione a sovraccarico, rigidità e instabilità;
• Identificare i possibili meccanismi di insorgenza e i fattori che contribuiscono ai sintomi e alle limitazioni funzionali;
• Condurre una valutazione clinico-funzionale integrando anamnesi, segni, sintomi, test clinici e richieste funzionali del paziente;
• Formulare ipotesi cliniche, distinguere tra le principali presentazioni e riconoscere quando è indicato un approfondimento specialistico;
• Selezionare e applicare, quando indicate, tecniche di terapia manuale coerenti con i risultati della valutazione e con gli obiettivi del trattamento;
• Programmare e far progredire l’esercizio terapeutico in base al quadro clinico, alla risposta al carico e alle richieste delle attività quotidiane o del gesto sportivo.
fino a un massimo di € 2000